Gli uomini del Male

Duomo di Orvieto, dettaglio
Duomo di Orvieto, dettaglio

Non esiste civiltà senza tolleranza e rispetto, questo è un dato di fatto.
Su questo principio potremmo riflettere e dibattere a lungo, anche considerando molte dichiarazioni rilasciate da politici italiani. Qui, però, vorrei metterlo in relazione all’orda barbarica che sta dilagando in Medio Oriente e, purtroppo, anche in Nord Africa. Mi riferisco agli uomini dell’Isis.
Un altro uomo innocente è stato ucciso, il giornalista giapponese Kenji Goto, padre di due bambini piccoli.
Jihadi John è stato ancora una volta il carnefice e ha dichiarato: “Voi come folli alleati di Satana dovete ancora capire che un’intera armata di noi del Califfato vi dà la caccia, assetata del vostro sangue.” (Corriere della Sera 01-02-15)
Compassione, tolleranza e rispetto sono caratteristiche di tutte le grandi religioni, dall’Ebraismo e Cattolicesimo allo Shintoismo, dall’Islamismo al Buddismo, ma sono anche i sani principi di chi è semplicemente ateo. Chi è dominato dal male, e cioè da Satana, uccide senza pietà e senza una vera ragione. Perciò è Jihadi John a diventare il Satanista. E questi uomini dell’Isis forse non conoscono neppure alcuni dei 99 nomi di Allah, come Ar-Rahmân (Il Misericordioso), Ar-Rahîm (Il Compassionevole) o Al-Ghaffâr (Colui che perdona).
Questi dell’Isis sono un branco di bestie che uccidono, stuprano, schiavizzano, terrorizzano. Nel loro vocabolario mancano molte parole, come Libertà, Onore, Carità, Magnanimità, Compassione, Clemenza, Giustizia, Diritti. Certo lo si potrebbe dire anche di molti mafiosi, ma la differenza è che la criminalità organizzata sa di agire contro il bene comune per il proprio interesse personale, è conscia di porsi al di là della linea che demarca la legalità, mentre l’Isis fa della violenza il proprio vessillo con sfrontatezza, gettandolo in faccia al mondo, orgogliosi di non avere remore a troncare la vita di innocenti.
Non sanno che la forza di un uomo non sta nel saper conquistare con la bruta violenza, ma nel saper intessere un confronto intelligente con gli altri, nel saper ricercare e applicare il Bene.
Fanno paura questi uomini dell’Isis, perché con loro cadono tutti i valori in cui noi crediamo, non si hanno più gli stessi punti di riferimento, cioè quei principi morali ed etici che danno ad ogni uomo e donna una dignità e un valore in quanto essere vivente. Loro lo sanno di far paura e credo ne vadano orgogliosi. Orgogliosi di impersonificare il Male.

 

 

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