AD 2018: a Merano Albrecht Dürer fino al 29.07.18

Già il Castello principesco a Merano merita una visita per il suo fascino storico, ma ora, fino al 29 luglio, il prezzo del biglietto ha un plusvalore: nella sala al piano terra è in corso una mostra di opere incisorie del grande artista tedesco Albrecht Dürer e di artisti a lui contemporanei.

“Adamo ed Eva” doi Albrecht Dürer

Le incisioni provengono dalla collezione privata di Sandra e Alberto Alberghini, ed è possibile ammirare capolavoli come Melancolia e  La Madonna delle Lepri, ma anche “Adamo ed Eva”, un’incisione realizzata nel 1504: non è l’opera famosa e conosciuta, ma probabilmente una copia di una delle due versioni andate perdute.

Sono presenti anche una serie di fogli di uno dei più importanti volumi pubblicati dopo l’invenzione della stampa, il Liber Chronicarum, del 1493. In queste stampe si può ammirare l’incredibile capacità di un giovane Dürer, poco più che ventenne, che in abilità artistiche già superava i suoi maestri Michael Wolgemuth e Wilhelm Pleydenwurff.

Ammirare queste stupende incisioni significa soffermarsi ad osservare i dettagli: ombre e luci sono date esclusivamente da linee parallele o sovrapposte che, con incredibile sensibilità e capacità dell’artista, creano i volumi dei soggetti, ma anche i particolari delle espressioni, dei capelli, degli oggetti presenti i tante composizioni. Non basta uno sguardo distratto per cogliere la meraviglia che ogni singola opera ci propone, ma bisogna perdersi nell’opera stessa per capire ed apprezzare le scelte dell’autore.

Due piccole precisazioni: quando l’artista incideva le opere le doveva pensare al contrario, cioè doveva già sapere come sarebbero venute quando sarebbero state stampate sulla carta, al contrario rispetto a come lui le realizzava. Inoltre nella mostra sono presenti opere al “bulino” e “xilografie”: le prime sono state incise su lastra metallica, le seconde su una tavola lignea, perciò è interessante vedere come le linee della prima tecnica sono più sottili e precise rispetto a quelle della seconda tecnica.

“La Madonna delle Lepri” di Albrecht Dürer
“Il sole e la luna

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