Il titolo di questa mostra, che è possibile vedere fino al 26 giugno 2026 a Palazzo reale a Milano, è significativo e lo si comprende molto bene man mano che ci si addentra nel percorso espositivo. Infatti parte dall’Avanguardia artistica nata a Ferrara nel 1917, ne espone i grandi capolavori dei pittori più importanti, e arriva a far percepire al visitatore come questo gruppo artistico ha influenzato nel tempo a venire tanti altri artisti, tendenze, campi (pittura, scultura, architettura, design, pubblicità) creando così tante “Metafisiche”.
La Metafisica nasce a Ferrara nel 1917 grazie a Giorgio de Chirico e Carlo Carrà. Letteralmente Metafisica significa “dopo le cose fisiche”: gli autori vogliono far percepire, con le loro opere, che c’è qualcosa che va oltre alla realtà fisica che vediamo, una sorta di mistero recondito, avvertito ma non risolto. Per questo motivo usano accostamenti insoliti di soggetti che sembrano non avere nulla in comune tra loro, oppure vengono decostentualizzati: in questo modo l’osservatore scopre nuovi punti di vista, significati, è come se guardasse quegli oggetti per la prima volta. Altre volte (specialmente De Chirico) usano prospettive volutamente erronee, ombre impossibili, creando così spazi che a prima vista potrebbero apparire realistici, ma la mente percepisce che non lo sono, e lì si crea l’indefinitezza di un pensiero che cerca di cogliere cosa c’è di strano. A ciò si aggiungono luoghi silenziosi, vuoti, la folla è altrove, non nei quadri metafisici.
Inutile chiedersi il significato ultimo dell’opera, perchè la volontà è quella di spiazzare l’osservatore, non di comunicagli significati occulti trasmessi con simbologie o accostamenti di soggetti. Il significato sta nel percepire il mistero sotteso a questa nostra vita terrena, e, in quanto mistero, resterà tale.



L’opera qui sopra è “Le muse inquitanti” di Giorgio de Chirico. Jean Cocteau disse di lui: “De Chirico è, in definitiva, un pittore religioso privo di fede. Il pittore del mistero laico. (…) De Chirico ci mostra la realtà spaesandola. E’ uno spaesaggista. (…) De Chirico dona all’oggetto il valore di una divinità”.
La mostra è ricchissima (circa 400 opere) ed è interessante vedere i diversi stili degli autori, come l’arte abbia anche influenzato la moda, e come poi abbia dato le basi per variazioni sul tema (ad esempio i lavori di Warhol), o influenzato la creazione di luoghi architettonici che hanno un genius logi prettamente metafisico, come quelli di Aldo Rossi o Gabriele Basilico, fino ad arrivare a campagne pubblicitarie come quella di Etro, dove il mix tra soggetti umani e teste di animali ricordano certe opere di Alberto Savinio.

