La pittura di Caravaggio

La Vocazione di San Matteo

 “La pittura di Caravaggio è caratterizzata da un approccio pauperistico e da valori simbolici”

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571 – 1610)  è considerato il massimo esponente della corrente artistica seicentesca detta Naturalismo. La Natura, infatti, è descritta come sua sola ispiratrice: tutta la sua arte appare, pertanto, rivolta all’interpretazione di una realtà vera, affatto idealizzata. Dopo la nomina di Papa Clemente VIII nel 1594, le restrizioni da lui imposte contribuirono a rendere più affascinante l’illegalità agli occhi di Caravaggio, egli infatti si specializzò nella pittura di genere. Nella stessa “Vocazione di San Matteo” (Cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi di Francesi a Roma, 1599-1601) l’iconografia religiosa viene raffigurata in maniera tale da sembrare una scena di vita quotidiana, in cui i soggetti, rivestiti d’abiti tipicamente seicenteschi, eseguono la loro comune attività, interrotta dall’entrata di Gesù accompagnato da una luce innaturale, di carattere divino. Proprio la luce esprime spesso un carattere simbolico legato alla sfera del trascendente, come nella “Conversione di San Paolo” (Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma, 1600 – 1601). L’arte del Caravaggio, nonostante appaia pauperistica, povera, ovvero volta alla rappresentazione di una realtà non aulica, nè celebrativa, non è, però, una mera rappresentazione di ciò che si manifesta nel mondo. Diversi elementi, come la luce sopracitata, presentano significati propri. “La Canestra di frutta” (1597 – 1598) è emblema della sua pittura giovanile (soggetto unico, luce diffusa, mancanza d’ambientazione, chiaroscuro che forma lo spazio), non è solo un’esaltazione delle sue qualità osservative, è la Vanitas ciò che al meglio questa natura morta esemplifica, nonchè i vari rischiami religiosi che ciascun frutto possiede (la mela del peccato originale, l’uva del sangue di Cristo…). L’innovativa arte caravaggiesca è in grado, già alla fine del Cinquecento, di esprimere un’idea soggettiva della realtà, una personale interpretazione ben distante dai canoni imposti dalla tradizione.

(Scritto da Valentina Barone, classe 5LA a.s. 2011/12 Liceo linguistico “Greppi” Monticello Brianza)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...