Enrico Letta e “ho IMPARATO”

Enrico Letta è venuto a Vimercate (MB), presso la libreria Il Gabbiano, a presentare il suo ultimo libro “Ho imparato”, edito da il Mulino. La sala era colma di persone, che hanno ascoltato il suo intervento anche stando sulle scale di accesso o fuori sul balcone: è evidente che c’è ancora l’interesse di ascoltare i pareri di persone autorevoli riguardo la politica attuale.
Enrico Letta, che si è ritirato dalla politica attiva, si occupa ora di insegnamento, dirige infatti la Scuola di Affari Internazionali dell’Università Sciences Po di Parigi e, contemporaneamente, ha fondato due istituzioni no-profit: la Scuola di Politiche e l’Associazione Italia-Asean.

Il suo intervento potremmo sintetizzarlo con tre parole chiave: GiovaniEuropaSostenibilità.

“Giovani” perché a loro è legato il futuro, e proprio per questo è importante che abbiano una buona formazione. Riguardo a ciò Enrico Letta ha evidenziato come le famiglie, appena se lo possono permettere, mandano i figli a fare un’esperienza di studio all’estero, in quanto sono consci che è fondamentale per la loro preparazione, perché aiuta a comprendere meglio il mondo contemporaneo, che non è fatto di muri e chiusure, ma di connessioni internazionali. “La prossima legislatura alle europee sarebbe interessante rendere obbligatorio l’Erasmus per tutti gli studenti, anche solo per pochi mesi, perché educa all’apertura mentale” specifica l’ex-Presidente del Consiglio, che ha spesso citato come esempio la sua esperienza con i giovani studenti, provenienti da tutto il mondo, con cui lavora a Parigi e in Italia.

“Europa”: non è più possibile identificarsi solo con il proprio Paese, non solo perché è ora di riconoscere i valori che accomunano tutti gli europei (democrazia, parità di genere, rifiuto della pena di morte, libertà di parola e stampa, ecc) e che ci distinguono da gran parte del resto del mondo, ma anche perché solo un’Europa unita potrà far fronte alla realtà contemporanea, fatta di colossi economici. Nel Regno Unito hanno votato per una Brexit che ora risulta difficile da affrontare e se ne stanno pentendo: il mondo cambia e noi dobbiamo adeguaci ai cambiamenti.
Letta  ha evidenziato come mai c’è una parte dell’opinione pubblica che ancora non ha capito la grandezza di un’Europa unita. Da una parte è colpa dei politici, che hanno accusato il governo europeo per tutto ciò che non funzionava a livello nazionale, anche falsando o distorcendo la realtà: “il metodo è sempre lo stesso: colpevolizzare quell’ingombrante corpo indistinto e lontano che è la macchina europea per tutto ciò che non va”. Dall’altro è a causa di un sentire malinconico e retrò da parte di molti cittadini: alla domanda di un sondaggio si sta meglio oggi o 50 anni fa? la maggior parte degli intervistati di Italia, Francia, UK e USA  hanno risposto 50 anni fa, ma non è vero: da un punto di vista di sanità, qualità di vita, libertà personale, libertà di pensiero si sta meglio oggi. Ma allora, perché? Enrico Letta spiega: perché questi quattro Paesi hanno vinto il dopoguerra, nel senso che hanno visto un boom economico eccezionale ed erano al centro di un mondo che ora non c’è più; ora non sono più loro il punto di riferimento unico. Questo è un elemento chiave anche per capire le attuali vittorie di partiti o uomini politici sovranisti (vedi Lega, Gilet Gialli, Brexit, Trump).

Sostenibilità” è in realtà l’argomento più importante, quello che sia i giovani, sia l’Europa, dovranno considerare con grande serietà. La sostenibilità del Pianeta è, senza esagerare, “la più grande questione di cui le classi dirigenti mondiali devono occuparsi. E in questo ambito l’Europa, sebbene abbia fatto più di altri, da sola non basta. Se pure fossimo ancora più ambiziosi nel definire e adottare politiche ambientali lungimiranti, non servirebbe quasi a nulla, nel caso in cui cinesi, indiani e americani facessero l’opposto”.
Ma noi di pianeta ne abbiamo solo uno, non c’è l’alternativa, e dobbiamo tutti lavorare e impegnarci per dare un futuro possibile e sostenibile alle prossime generazioni.

Il libro di Enrico Letta è scritto con un linguaggio scorrevole, piacevole, che riesce ad addentrarsi in problematiche complesse con semplicità. Gli argomenti che tratta sono molteplici, non solo quelli qui esposti (per esempio parla dell’immigrazione, altro tema scottante), dando una visione complessiva, in chiave politica e sociale, di questo momento storico.

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