Rabbia, amarezza, disincanto: lettera di una professoressa

Caro impiegato, panettiere, idraulico, falegname, libero professionista, ingegnere, giornalista… collega di scuola primaria … chi ti fa credere o cosa ti fa pensare che io lavori solo 18 ore alla settimana?

Io ogni giorno quando torno a casa dal mio luogo di lavoro preparo le lezioni per il giorno successivo, predispongo i compiti in classe, correggo le verifiche… tu quanto tempo impiegheresti a preparare una lezione sul principio di falsificabilità di Popper, sull’elementismo- strutturalista di Wundt, sull’immaginazione sociologica di Wright Mills o su qualsiasi altro argomento di filosofia, letteratura italiana, storia dell’arte, letteratura inglese…scegli pure l’argomento/l’oggetto d’indagine che preferisci!

 Io al sabato lavoro, e tu? Io alla domenica mattina correggo le verifiche, e tu? Io alla domenica sera preparo le lezioni per il lunedì, e tu?

La conoscenza, il sapere, l’informazione richiedono 1)metodo, 2)passione e 3)rigore, ma soprattutto richiedono tempo: tempo per leggere i manuali di nuova e vecchia adozione, tempo per leggere articoli, testi, brani, tempo per analizzarli, comprenderli, compararli, tempo per riflettere, per conoscere, tempo per predisporre esercizi, quesiti, mappe, schemi, appunti di lezione!

Io non sono nata con la “scienza infusa”, e tu?

La disinformazione è più comoda, non richiede tempo, aspettare che sia qualcun altro a pensare al posto tuo è meno faticoso, attendere che qualcun altro si informi al posto tuo è più facile, informarsi, acquisire un sapere, una competenza è un lavoro impegnativo e faticoso che richiede metodo, passione e rigore… ma soprattutto tempo!

Se preferisci continuare a credere alle falsità che si narrano sui professori, se desideri continuare a credere che un docente di liceo lavori solo 18 ore alla settimana, allora puoi smettere di leggere, ma se desideri informarti davvero continua a leggere e scoprirai la realtà…certo hai bisogno di un po’ più di tempo!

Ogni settimana obbligatoriamente sul luogo di lavoro, svolgo regolarmente 18 ore di lezione fronte classe, le classi sono composte da 33, 30, 27 alluni, ogni giorno lavoro con un centinaio di studenti adolescenti, giovani dai 13-14 anni ai 18-19, a queste ore devo aggiungere 1 ora di colloquio con i parenti/genitori ogni settimana e 1 ora alla settimana di compilazione registro personale (uno per disciplina insegnata/classe) dove si annotano i voti studenti, appunti di colloqui, registrazione argomenti svolti a lezione…Tornata a casa nel pomeriggio o alla sera (anch’io ho una famiglia e tu?) preparo le lezioni 1 o 2 ore la giorno dipende dalla materia, argomento, per un totale di  10 ore alla settimana. Ore totalizzate di lavoro 30, di cui 20 a scuola più 10 a casa alla settimana!

Ogni mese svolgo una verifica perché la mia materia è di quattro ore per classe, i colleghi che hanno due ore per classe predispongono una verifica a bimestre circa, ma hanno mediamente duecento-duecentocinquanta studenti perché hanno 9 classi!!! Per preparare una verifica mi serve tempo 1 o 2 ore per verifica per materia,  per classe per un totale di 10 ore al quadrimestre, quindi più di 2 ore alla settimana, più le diversificate per gli assenti, i dislessici, i casi problematici…per un totale di cento studenti circa!

Tu quanto tempi impiegheresti?

Per correggerle mi servono almeno 10-20 minuti, meno tempo per le verifiche degli studenti del primo biennio e più tempo per le trattazioni scientifiche, io correggo circa 6 studenti in 1 ora! Per un totale di 16 ore circa al mese, quindi 4 alla settimana e ti assicuro che a differenza di un lavoro meccanico dopo averne corrette 10 ti devi fermare, fare una pausa per poter continuare a correggere con professionalità, perché dopo un po’ la stanchezza si sente e sei solo ad un terzo della classe.

Tu quanto tempo impiegheresti?

Ore totalizzate 36 effettive di lavoro svolte.

Ogni quadrimestre devo adempiere alla funzione docente che significa partecipare ai consigli di classe, ai coordinamenti di materia, agli scrutini, al collegi docenti… Per un totale di ?, difficile quantificare, ma spesso arrivo a casa alle 6, alle 7, alle 8 di sera; e tu quando finisci il tuo orario di lavoro?

Ognuno di noi  è coordinatore o segretario dei consigli di classe o tutor di circa 15 studenti, alcuni di noi assolvono più ruoli, perché il numero degli studenti aumenta, mentre noi docenti siamo sempre meno, quindi devo mettere a disposizione altre ore per la preparazione dei documenti, verbali, colloqui extra con studenti, genitori, incontri con equipe socio-psicopedagogiche…per un totale di ? … tutto ciò in particolare all’inizio dell’anno, a dicembre a gennaio, a maggio e a giugno, periodi critici, perché precedenti o successivi agli scrutini, per un totale di un numero infinito di ore, tanti quanti sono gli utenti-genitori che hanno bisogno di essere informati sull’andamento scolastico dei propri figli.

Ognuno di noi inoltre si occupa o di orientamento in ingresso, o  in uscita, o degli open-day, o degli stages all’estero,o degli  stages scuola-lavoro…ognuno di noi partecipa a diverse commissioni di lavoro: disabili, stranieri, progetto giovani…molti come me “fanno” tutti gli anni gli esami di maturità e finiscono il servizio al 10 luglio,  altri accompagnano gli studenti all’estero nei periodi estivi per non incidere troppo durante l’anno sulle lezioni curricolari, alcuni si occupano di attività culturali alla sera, accompagnano i ragazzi a teatro, alle visite d’istruzione! Ore totalizzate?

Ma perché continuare visto che siamo tutti lazzaroni!!!

Tu …che hai avuto la pazienza di leggere fino a qui e che ora conosci la realtà non ti sei chiesto come mai molte, troppe persone continuano a pensare che i professori lavorino solo 18 ore alla settimana?

A chi conviene?

Finché il mio datore di lavoro, lo Stato, afferma tutto ciò, finché i mass-media, o self-media, continueranno a trasmettere disinformazione, il professore di liceo continuerà ad essere sfruttato, perché è di questo che si tratta, sfruttamento da lavoro sommerso, “nero”! La scuola pubblica italiana si regge sul mio volontariato e quello dei miei colleghi, sul mio senso di responsabilità verso i minori e quello dei miei colleghi! Alcuni dei miei colleghi non ci credono più, si sono bruciati dopo anni di “questo lavoro da trincea”, fanno il minimo indispensabile che comunque è molto, hanno rinunciato alla loro “missione”, al valore sociale del loro lavoro, chi può dal loro torto?! Tanto siamo tutti lazzaroni!

Tu ministro, perché non dici chiaramente come stanno le cose…devo rimanere a scuola 24 ore? Per me non è affatto un problema, come puoi ben vedere lavoro ben più di 24 ore alla settimana, il mio non è un lavoro part-time come affermi tu, tutte le ore di lavoro le posso fare direttamente a scuola…bene, ma dimmi dove e come? Con quali strumenti, quali computer, uffici, mense scolastiche, materiale di cancelleria, tavoli, sedie? Noi abbiamo i bagni inagibili, problemi di riscaldamento, mancanza cronica di fondi… a proposito dove vanno a finire tutte le tasse pagate dai genitori dei miei studenti e tutte quelle che noi stessi docenti paghiamo fino all’ultimo euro?

E tu rappresentante sindacale provinciale, regionale e nazionale che dovresti salvaguardare i miei diritti, perché continui a proporre un contratto di lavoro che è vecchio di decenni? Perché non redigi un contratto che mi rispetti come lavoratore in genere e poi come lavoratore della conoscenza?

Perché il mio stipendio non deve essere equiparato a quello delle altre nazioni europee?

E tu concittadino italiano pensi ancora di lavorare molto più di me?

Io continuo a pensare che questo sia uno dei lavori più belli, socialmente utili e importanti che si possano svolgere, e tu? Non esiste indagine sociologica o antropologica o economica che dimostri che un paese di “ignoranti” abbia un PIL più alto degli altri, infatti…sulla scena internazionale “non siamo messi molto bene”…solo chi è in grado di individuare i problemi, ipotizzare strategie risolutive, innovare, usare correttamente le tecnologie, esprimersi con chiarezza e pensare con lucidità può contribuire al benessere di una nazione e …chi educa le nuove generazioni a saper fare tutto ciò, non può continuare ad essere considerato un lazzarone!!!

(Commento di Claudia Molteni Ryan: questa lettera l’ha scritta una collega, il suo pensiero rispecchia il mio pensiero e quello di tanti, forse tutti, gli insegnanti italiani)

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