VIRGINIA: premiato al Concorso Letterario Villa Selmi

VIRGINIA: “un libro storico avvincente, una storia che entra nell’anima e non si dimentica.”

Nel salone d’onore della suggestiva residenza Villa Selmi, tra Polesella e Rovigo, questa mattina si è svolta la premiazione del Concorso Letterario Internazionale Villa Selmi. Numeroso il pubblico presente, molti hanno dovuto assistere in piedi alla manifestazione.

Le sezioni premiate erano tre: poesia, narrativa e saggistica. Una prima edizione di un concorso che ha già visto ben 600 opere partecipanti, delle quali 240 solo nella narrativa.

La presidente della giuria, la signora Angioletta Masiero, a sua volta giornalista e scrittrice, ha presentato la manifestazione, leggendo per ogni vincitore le motivazioni che hanno portato la giuria ad assegnare il premio. Hanno allietato la mattinata anche il duo musicale Luigino Paolo Monesi al flauto traverso e Annamaria Baldo alla chitarra classica e gli attori Achille Ferrari e Marisa Migliari della compagnia “Proposta Teatro Collettivo” di Arquà Polesine, con la regia di Giorgio Libanore, hanno recitato poesie e testi teatrali di Enzo Duse e Ferdinado Palmieri.

Tra i vincitori, nella sezione narrativa,  Claudia Ryan con il romanzo storico “Virginia”, Leone Editore.

Virgina è la Monaca di Monza, che tutti conoscono grazie ad Alessandro Manzoni: ma cosa è realmente successo nella cella di quel convento, nella quale Virginia venne letteralmente murata viva per quattordici lunghi anni? Quali le emozioni, quali i sogni e le speranze di questa donna vitale, letteralmente strappata al mondo e reclusa in un universo di pochi metri quadrati, dove ogni giorno è uguale all’altro? Un racconto intimo, da donna a donna, che Claudia Ryan interpreta tra finezza nell’analisi psicologica dell’animo femminile e precisa ricostruzione storica, basata sugli atti del processo canonico che portò alla sua condanna.

Infatti la motivazione che la giuria di Villa Selmi ha dato per l’assegnazione del premio Enzo Duse per la migliore biografia è il seguente: “Per la profonda sensibilità e l’abilità introspettiva e narrativa di cui dà prova l’autrice nel raccontare i pensieri segreti, le paure, i tormenti, le passioni, le ombre e le speranze che s’intrecciano nella mente e nel cuore di marianna de Leyva, suor Virginia, rinchiusa per quattordici anni in una piccola cella senza porte e finestre. Un libro storico avvincente, una storia che entra nell’anima e non si dimentica.”

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