LA SCELTA: l’ultimo romanzo storico di Claudia Ryan

“LA SCELTA” è un romanzo ambientato durante la Seconda guerra mondiale. E’ basato su una storia vera, quella di Corrado Guaita, che a diciassette anni dovette decidere in poche ore se presentarsi alla visita al distretto militare della neonata Repubblica di Salò o darsi alla macchia e unirsi ai partigiani.

Ho conosciuto Corrado Guaita quando ero ragazza, era il papà di due miei amici, Roberto e Riccardo. Passavamo tutte le vacanze in Val Seriana (provincia di Bergamo), ma, malgrado anni di frequentazione, non seppi della sua storia avventurosa fino dopo la sua morte. Non amava parlarne, incominciò a raccontare solo da anziano, quando fu istituita la Giornata della Memoria e si recava nelle scuole per sensibilizzare gli studenti.

Il suo racconto risulta comunque lacunoso, perchè Corrado ha sempre sorvolato i fatti più drammatici e quelli legati alla sfera dei sentimenti. Qui interviene chi scrive, chi trasforma la storia vera in un romanzo: partendo dai fatti si creano situazioni, legami che permettono di ricreare l’atmosfera del tempo, le emozioni dei personaggi e rendere quella vicenda coinvolgente per il lettore.

Per scrivere questo romanzo ho dovuto documentarmi molto, andare in Valsesia e studiare come erano organizzati i partigiani e cosa successe a quel tempo. Sono arrivata fino a Cracovia, ad Aushwitz, e lì ho dovuto capire (non senza difficoltà) dove poteva essere stato mandato Corrado, perchè i campi satelliti di Aushwitz erano molti e lui non presentava nessun numero tatuato sulle braccia.

Scrivere questo romanzo è stato, in fondo, un viaggio avventuroso anche per me.

Dal 1945 l’Europa per 77 anni è vissuta in pace, sembrava che la guerra fosse ormai lontana dalle sue frontiere, e invece due anni fa la Russia di Putin ha attaccato l’Ucraina e la guerra, con tutte le sue terribili tragedie, è tornata tra i Paesi europei. I tanti dolori e le distruzioni che avevano caratterizzato la Seconda guerra mondiale, che la maggioranza di noi conosce solo dai racconti dei genitori e dei nonni, dai libri e dai film, riempiono, attraverso forografie, video ed articoli, la nostra realtà.

E così, purtroppo, questo romanzo che avevo iniziato con un’Europa che viveva nella pace, è diventato oggi terribilmente attuale per capire le sofferenze, il disorientamento, la devastazione che la guerra porta con sè.

Autunno 1943: dopo la nascita della nuova Repubblica sociale italiana, Ettore, diciassettenne, viene chiamato al distretto militare. In poche ore deve decidere se presentarsi alla chiamata ufficiale o fuggire con i partigiani, e sceglie questa possibilità.

Inizia una lunga, tragica avventura, prima tra i monti della Valsesia in compagnia di valorosi partigiani, poi come reclutatore di renitenti nella provincia dove viveva, Pavia. Qui, però, viene tradito e nell’aprile del 1944 viene arrestato e poi mandato ad Auschwitz come lavoratore coatto.

Tra stenti, fatiche, dolori e paure riesce a sopravvivere e rimane nel campo di lavoro fino al 27 gennaio 1945, quando i nazisti se ne vanno per l’avanzata dei sovietici.

Qui iniziano le sue vicissitudini per tornare a casa, per lasciare la Polonia occupata dai russi e, da Varsavia, arrivare in Italia.

Giunge nel paese natale, Lomello, il 16 agosto 1945: pesa 30 kg meno di quando era partito, ma il suo animo è colmo del ricordo di tutte quelle incredibili persone con cui ha condiviso i momenti di quella dolorosa ed epica disavventura.

“Ho letto il libro due volte e devo dire che la prosa è molto fluida e permette di affrontare una serie di temi solitamente poco indagati: la differenza tra città/montagna che fa pensare ai molti ragazzi che dovettero adattarsi ad un ambiente sconosciuto; sviluppa il tema dell’esperienza del carcere, dove si intrecciano detenuti politici e detenuti comuni e si sviluppano rapporti di solidarietà incredibili; emerge il tema della diversità di trattamento tra prigionieri ad Auschwitz, dove non esisteva un unico modello di prigionia; si affronta il tema del ritorno, testimoniato nel romanzo “La tregua” di Primo Levi: molti di quelli che sono tornati per anni non hanno raccontato nulla, convivendo con i loro fantasmi, per la difficoltà riscontrata nel veder riconosciuta questa esperienza”.

Enrico Pagano, Direttore dell’Istorbive

“Per i nostri ragazzi valsesiani, che erano vissuti in una realtà socialista, era stato naturale andare in montagna, mentre la scelta per uno studente di Pavia era certo stata molto più complicata, come emerge nel romanzo in cui l’autrice si rapporta anche egregiamente con la psicologia maschile”.

Sandro Orsi, storico e Presidente dell’ANPI di Borgosesia (VC)

Il romanzo LA SCELTA è stato presentato a:

Comune di Costa Masnaga (Lecco)- ARCI di Borgosesia (Vercelli) – Comune di Usmate Velate (Monza e Brianza) – Associazione Lepomis a Lipomo (Como) – Comune di Robbiate (Lecco) – Associazione Donne in Circolo di Casalpusterlengo (Lodi) – Comune di Camparada (Monza e Brianza) – Comune di Clusone (Bergamo)

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